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Johnson: GB da rimodellare, diventeremo leader dell'energia verde

Londra, 6 ott. (askanews) - Il COVID-19 rende la vita dura alla Gran Bretagna, ma la Perfida Albione non si farà trascinare a fondo. "Semplicemente non lasceremo che questo ci abbatta". Parola di Boris Johnson, il primo ministro britannico intervenuto alla convention del partito conservatore #CPC20, totalmente virtuale, mentre il Paese vive il dramma di una nuova crescita dei contagi, nonchè l'imbarazzo del governo nell'aver perso le tracce di ben 16 mila persone che erano risultate positive al tampone, senza essere state isolate. "Perché anche nei momenti più bui - dice Johnson - possiamo vedere il futuro luminoso davanti a noi". Per poi promettere di rimodellare il suo Paese in base alle difficoltà della crisi del coronavirus, che ha eroso molte libertà individuali.

Sotto i riflettori un investimento pari a 207 milioni di dollari in porti e fabbriche con una spinta per quadruplicare la capacità eolica offshore della Gran Bretagna a 40 gigawatt entro il 2030, circa la metà della capacità elettrica della Gran Bretagna attuale da tutte le fonti. "Diventeremo il leader mondiale nella generazione di energia pulita e a basso costo", ha detto Johnson. Molti i temi sul tavolo del discorso del capo di governo, che oggi ha ammesso quando si è ammalato di Covid era troppo "grasso" ma da allora ha perso 11,79 kg. In realtà è proprio la gestione del Coronavirus, al di là della Manica, a lascia molte perplessità.

La paura però non dichiarata è che a perdere peso internazionale sia proprio Londra, dopo l'uscita dall'Unione europea. E allora ecco Johnson pigiare sul pedale del nazionalismo. Con una digressione eloquente su "Rule Britannia", canzone dell'era coloniale che oggi imbarazza la Bbc, per i contenuti a sfondo razziale. Secondo Johnson, lui e il suo partito sono invece orgogliosi di cantarla. E poi attacca i Labour: sono loro a volerci riportare indietro nell'Unione Europea. Quanto alle date della Brexit, l'ennesimo ultimatum: Londra deve sapere entro il 15 ottobre se ci sarà un accordo con l'Unione Europea perché le imprese devono prepararsi, ha fatto sapere successivamente il primo ministro attraverso il suo portavoce.

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