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Indonesia, l'università cattolica gravemente danneggiata dal terremoto

(LaPresse) Un potente terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito sabato la regione di Flores, nell’Indonesia orientale, provocando almeno 51 morti, 101 feriti e migliaia di sfollati. A Ruteng, un edificio di un’università cattolica è rimasto gravemente danneggiato dal sisma, che ha provocato panico tra la popolazione. Le autorità hanno recuperato altri quattro corpi domenica, facendo salire il bilancio delle vittime. Secondo l’U.S. Geological Survey, il terremoto si è verificato alle 5:58 del mattino, ora locale, a una profondità di circa 10 chilometri al largo della regione di Flores. Dopo il sisma sono state registrate almeno 235 scosse di assestamento. In un primo momento era stata emessa un’allerta tsunami, successivamente revocata. Migliaia di residenti, tuttavia, hanno trascorso la notte all’aperto per paura di nuove forti scosse. I soccorritori stanno scavando tra le macerie alla ricerca di persone che potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le frane. Secondo l’Agenzia nazionale di ricerca e soccorso, il terremoto ha distrutto oltre 900 abitazioni e ne ha danneggiate altre 450. Circa 5.000 persone sono state costrette a trovare rifugio in strutture temporanee. A Labuan Bajo, punto di accesso al Parco Nazionale di Komodo, migliaia di persone hanno trascorso la notte all’aperto per timore delle scosse di assestamento. Le frane hanno inoltre bloccato alcuni tratti della Trans-Flores, la principale strada dell’isola, lunga circa 700 chilometri e fondamentale per collegare le comunità locali. Nel frattempo, gli operatori umanitari stanno distribuendo riso, pasti pronti, acqua potabile, coperte e medicinali agli sfollati. Tra le principali difficoltà restano il ripristino dell’elettricità e delle comunicazioni e il raggiungimento dei villaggi isolati dalle frane.
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