Il premio giornalistico “Umberto Agnelli” e' stato assegnato quest'anno, durante l'assemblea dell'Italy Japan Business Group, ad Antonio Moscatello per “il suo appassionato contributo a far conoscere la realtà del Giappone” non solo come giornalista dell' agenzia Askanews ma soprattutto per il suo libro sull'incredibile e tragica vicenda di Megumi Yokota, rapita dai servizi segreti nordcoreani verso la fine degli anni '70: “Megumi, storie di rapimenti e spie della Corea del Nord”. Fu uno dei primi casi di una serie di cittadini giapponesi sequestrati in Giappone e portati in Corea del Nord per addestrare spie nordcoreane a farsi passare per giapponesi durante missioni all'estero. Il presidente della Fondazione Italia-Giappone Umberto Vattani, prima della consegna del premio nell'Aula Magna dell'Universita' Federico II di Napoli, ha rievocato una vicenda ammessa dal leader nordcoreano King Jong Il solo nel 2002, che ancora pesa sui difficili rapporti bilaterali, tanto che l'attuale premier Shinzo Abe indossa spesso un distintivo azzurro che gli ricorda l'irrisolto problema dei giapponesi rapiti. Moscatello ha ricordato il coraggio e la determinazione dei genitori di Megumi, che continuano a sperare che sia ancora viva. Pugliese, laureato all'Orientale a Napoli, Moscatello scrive per l'agenzia di stampa Askanews, occupandosi prevalentemente di Asia orientale. È stato corrispondente a Tokyo e inviato in zone di conflitto come Iraq e Afghanistan.