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Il Kirghizistan in cerca dell'uomo forte, presidente si dimette

Milano, 9 ott. (askanews) -Il presidente del Kirghizistan Sooronbay Jeenbekov è pronto a dimettersi: un brusco dietrofront dopo che i tre gruppi politici rivali hanno rivendicato posizioni di leadership, mentre la Russia spinge a ripristinare l'ordine e dopo che il voto parlamentare contestato ha innescato una nuova crisi nel Paese centroasiatico.

Ma cosa pensa a Bishkek la gente per strada?

Kuban Suleimanov è un imprenditore e sembra speranzoso:

"Se si dimette volontariamente, allora tutti questi problemi politici si placheranno. La gente capirà. È obbligata a farlo, per amore della pace in Kirghizistan, per il bene del popolo, deve farlo".

Bakyt Baltabaev, un pensionato di 66 anni, difende invece il capo di Stato uscente: "A mio avviso il presidente non è colpevole. Il suo entourage, quelli intorno a lui, lo hanno deluso. Dico questo perché i risultati delle elezioni lo dimostrano".

In lacrime parla Ryskhan Zharymukhamedova, 71 anni e dice che il suo Paese ha bisogno dell'uomo forte:

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"Soffro davvero per il mio paese. Abbiamo bisogno di riforme, abbiamo bisogno di un presidente di ferro. Pertanto, credo che dobbiamo sciogliere tutti questi partiti, abbiamo bisogno di un paese guidato da un presidente".

E l'uomo forte - che piace a Mosca - potrebbe essere Omurbek Suvanaliyev, che dopo aver rivendicato il titolo di capo della sicurezza nazionale, ha tenuto colloqui con il capo del Servizio di sicurezza federale (FSB) russo. Colloqui peraltro confermati dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

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