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I taiwanesi sul terzo mandato a Xi Jinping: prepararsi a tutto

Taipei, 24 ott. (askanews) - Il presidente cinese Xi Jinping è stato riconfermato a capo del Partito Comunista Cinese per la terza volta, circondandosi dei suoi fedeli alleati per diventare il leader più potente della Cina moderna. Il mandato è arrivato alla fine del XX Congresso a Shanghai e subito sono arrivate le reazioni dei taiwanesi, divisi tra chi vede sempre più minacciato il proprio futuro e chi pensa che non cambierà nulla.

"Sono passati più di 70 anni e se ci dovesse essere una guerra, ci sarebbe già stata. I comunisti cinesi hanno molte questioni interne da affrontare. Hanno molte cose per le mani ora, non credo che abbiano il tempo di occuparsi di Taiwan", sostiene Jerry Kuo, studente universitario.

Ma in tanti sono più pessimisti. "Penso che Xi Jinping sia piuttosto determinato ad avere Taiwan sotto il controllo del governo cinese, proprio come Hong Kong e Macao", dice Kelly Chang, residente a Taipei.

"Dal modo in cui Hu Jintao è stato scortato fuori dal Congresso del Partito, sappiamo che Xi Jinping è molto autocratico e la sua squadra molto integralista. Non ha paura degli Stati Uniti o dell'Unione Europea, non ha paura. Penso che i taiwanesi debbano riflettere attentamente ed essere preparati (a un'eventuale guerra, ndr). Ma nessuno può dire con certezza quando accadrà".

L'opposizione cinese all'indipendenza di Taiwan è stata ribadita anche al Congresso del Partito ed è stata inserita nella sua Costituzione insieme ad altre dichiarazioni.

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