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I datteri di mare preda ambita dei bracconieri

Roma, 12 ago. (askanews) - Sulle coste della Puglia, i sommozzatori della guardia di Finanza si tuffano non alla ricerca di un tesoro, ma delle prove di un delitto contro l'ambiente. Un'indagine sempre attiva contro i bracconieri dei datteri di mare, mollusco protetto di cui è proibita la raccolta. E proprio per questo è diventato una rarità spiega il comandante della Guardia di Finanza di Monopoli, Arcangelo Raffaele Gennari: "Ovviamente è un mercato molto particolare perché è un mercato di nicchia che si muove in grande segretezza altrimenti sarebbe anche più facile per noi fermare questi pescatori. In questo periodo si dice che il prezzo dei datteri varia fra i 160 e i 200 euro al chilo".

I bracconieri lavorano di solito in tre: il pescatore, un assistente con gli attrezzi e un palo sulla costa. Per staccare i datteri di mare si usano martelli e scalpelli, ma è stato trovato una volta anche un mini martello pneumatico. Il comandante delle operazioni navali delle Fiamme gialle a Bari, Francesco Sancineto.

" Il danno primo e più evidente è la frantumazione dello scoglio, della roccia, ma il secondo e non meno importante è la desertificazione che l'asportazione del dattero crea".

I biologi avvertono: sugli scogli privati dei datteri di mare non crescono più altre specie. Le autorità perseguono i bracconieri, ma anche gli intermediari e i ristoratori senza scrupoli che offrono questi frutti proibiti.

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