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Hantavirus, paesi al lavoro per tracciare passeggeri e contatti

Roma, 8 mag. (askanews) - Le autorità sanitarie di diversi paesi sono impegnate in una corsa contro il tempo per rintracciare e contenere un focolaio di hantavirus dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato che sono stati identificati cinque casi confermati di infezione tra persone collegate alla nave da crociera MV Hondius. Tre persone, una coppia olandese e un cittadino tedesco, sono morte da quando la nave ha lasciato l'Argentina il mese scorso. Alcuni passeggeri sono stati sbarcati. Ma 146 persone provenienti da 23 paesi, tra cui 17 americani, sono ancora a bordo della nave, sottoposte a "rigorose misure precauzionali", ha dichiarato la compagnia di navigazione Oceanwide Expeditions che batte bandiera olandese, in attesa di arrivare a Tenerife domenica, dove saranno tutti fatti scendere. Si lavora per rintracciare i passeggeri, in particolare quelli sbarcati nella remota Sant'Elena a fine aprile. Chi era sulla nave e i contatti sospetti vengono monitorati dai vari paesi, dagli Usa al Canada, con ricoveri finora tra Svizzera, Paesi Bassi, Sudafrica. L'incubazione, dicono gli esperti, può arrivare a sei settimane. I primi due casi accertati hanno viaggiato tra Argentina, Cile e Uruguay durante un viaggio di birdwatching che includeva visite a siti in cui è presente la specie di ratto nota per essere portatrice del virus, ha detto il direttore dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, ai giornalisti. Intanto, il Ministero della Salute argentino, ha mostrato le immagini dell'Istituto Malbran di Buenos Aires dove in laboratorio si preparano forniture di test per diagnosticare il ceppo andino dell'hantavirus, a cui è stato collegato il focolaio, un virus raro ma potenzialmente grave che in alcuni casi può diffondersi tra gli esseri umani attraverso il contatto ravvicinato. L'Argentina ha affermato che a Ushuaia, da dove la nave è partita, non si registravano casi di hantavirus da decenni.
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