Londra, 18 feb. (askanews) - A trentanove giorni dalla Brexit, un nuovo terremoto scuote la politica britannica. Sette deputati laburisti hanno annunciato la loro uscita dal partito guidato da Jeremy Corbyn, denunciando la linea del segretario, de facto pro-Brexit, e una deriva antisemita della principale forza di opposizione nel Regno Unito.

I sette che hanno sbattuto la porta invitano gli ex colleghi di partito a fare altrettanto, per creare un nuovo gruppo parlamentare con posizioni meno sbilanciate a sinistra.

"E' tempo di abbandonare la politica antiquata di questo paese, abbiamo creato una alternativa che rende giustizia a chi siamo oggi e dà al paese un posto nel presente" ha detto Chuka Umunna, sino ad oggi considerato astro in ascesa del Labour, sostenitore di un secondo referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Ue.

La deputata Luciana Berger, per anni nel mirino di attacchi antisemiti online, ha descritto la decisione di lasciare il partito laburista come "molto difficile, dolorosa, ma necessaria".

Corbyn, espressione dell'ala radicale del partito labursta, si è detto "deluso" dalle dimissioni, ma ha evitato di entrare nel merito delle accuse lanciate dai fuoriusciti.