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G7, Draghi: con la Cina bisogna cooperare ma serve franchezza

Carbis Bay (UK), 14 giu. (askanews) - La ricostruzione delle "alleanze tradizionali" come quella con gli Stati Uniti, la "convidisione" sui rapporti con la Cina e le autocrazie, gli impegni sul clima e i vaccini. Sono i risultati positivi del G7 che si è chiuso a Carbis Bay, in Cornovaglia, per il presidente del Consiglio Mario Draghi.

E' stato l'ultimo summit di Angela Merkel, il primo di Joe Biden e dello stesso Draghi. I due hanno avuto un colloquio di circa mezz'ora, il primo "faccia a faccia" da quando sono in carica. Proprio il nuovo corso dell'amministrazione americana, secondo il presidente del Consiglio ma anche gli altri leader, può segnare una svolta in direzione di un maggiore multilateralismo. "L'America è tornata al tavolo", ha ribadito Biden, arrivato in Cornovaglia con l'obiettivo di trovare una sponda sulla linea dura nei confronti della Cina. Una linea su cui alla fine si è trovato un compromesso. Per Draghi la Cina è "un'autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali, non condivide la stessa visione del mondo delle democrazie". "Bisogna cooperare ma essere franchi su quello che non condividiamo e non accettiamo, il presidente Biden ha detto che il silenzio è complicità: quindi cooperazione, competizione e franchezza".

E per l'Italia la questione del rapporto con la Cina pone un problema particolare e pratico, che riguarda l'accordo sulla Via della Seta, siglato nel 2019 dal governo Conte. L'Italia è l'unico, tra i grandi Stati europei, ad averlo fatto: una questione, ha detto il premier, che "esamineremo con attenzione". Non si è fatta attendere la reazione di Pechino che ha accusato il G7 di "bugie, voci e accuse infondate".

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