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Flotilla, attivista australiana: "In Israele mi hanno torturato e hanno abusato sessualmente di me"
(LaPresse) Un gruppo di attivisti australiani della Global Sumud Flotilla è tornato a casa dopo essere stato abbordato e arrestato dalle forze israeliane mentre si trovava in acque internazionali, al largo di Cipro, nel tentativo di raggiungere la Striscia di Gaza. "Israele ha picchiato, torturato e abusato sessualmente di me e dei miei compagni, attivisti umanitari per la pace, per giorni. Ciò che mi ha aiutato a superare tutto questo è stato il pensiero di tornare a casa e ora che sono qua non riesco a smettere di pensare ai miei fratelli e alle mie sorelle che abbiamo lasciato indietro, ancora nelle grinfie della polizia militare israeliana e delle guardie carcerarie che provano così tanto piacere nell’infliggere dolore e sofferenza", ha detto l'attivista Violet Coco, al suo arrivo all'aeroporto di Melbourne, raccontando il suo periodo di detenzione nello Stato ebraico. "Ero lì quando Ben Gvir ci stava provocando e ritengo che le sue azioni siano emblematiche della mentalità di Israele nei confronti di chiunque osi ostacolare il 'Greater Israel project', che è un progetto di pulizia etnica", ha aggiunto. "Sono sollevato per me stesso, ma i palestinesi sono ancora nei territori occupati, dove vengono sistematicamente violentati, fatti saltare in aria nelle loro case, colpiti da colpi d'arma da fuoco nei luoghi di distribuzione degli aiuti. Ecco perché siamo andati lì e il governo australiano è complice di tutto questo. Albanese non ha ancora condannato lo Stato di Israele per ciò che ci ha fatto", ha detto un altro attivsta, Zack Schofield.