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Finanziamenti libici e corruzione, Sarko nella bufera giudiziaria

Milano, 9 dic. (askanews) - È il primo capo di stato della Francia repubblicana moderna a comparire in persona sul banco degli imputati e per il quale la procura chiede una pena carceraria: 4 anni di cui 2 con condizionale. L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy già lunedì aveva dichiarato di "non aver mai commesso anche un minimo atto di corruzione" e ha promesso di andare "fino in fondo" per riabilitare il suo nome in un processo storico: "Permettetemi di dire solennemente... che non ho mai commesso il minimo atto di corruzione. Mai. Mai abusato della mia influenza, presunta o reale".

Il 65 enne è accusato di aver tentato di corrompere un giudice Gilbert Azibert in cambio di informazioni privilegiate su un'indagine sulle finanze della sua campagna. Per questo rischia una condanna fino a 10 anni e una multa di un milione di euro se condannato. Il verdetto è atteso per il 10 dicembre. Parallelamente l'ex ministro dell'Interno francese Brice Hortefeux è stato incriminato martedì 8 dicembre per "finanziamento illegale di campagne elettorali" e "associazione a delinquere" in un'indagine sul possibile finanziamento libico della campagna presidenziale di Sarkozy nel 2007.

Hortefeux è stato accusato dal cognato di Muammar Gheddafi, Abdallah Senoussi, nonché dall'uomo d'affari Ziad Takieddine, con cui è stato a lungo un amico intimo. Secondo questi due, avrebbe organizzato il sostegno concesso dal regime libico a Sarkozy per la sua elezione alla presidenza.

Quanto alla prima indagine, solo un altro presidente francese, il mentore politico di Sarko Jacques Chirac, è stato processato dopo aver lasciato l'incarico, ma venne esonerato dal dover partecipare al processo per corruzione del 2011 a causa di problemi di salute.

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