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Mondo

Europee, nel Regno Unito Brexit Party verso il boom di consensi

  • 02:33

Londra, 23 mag. (askanews) - Gran Bretagna alle urne (risultati attesi solo lunedì mattina), primo Paese assieme all'Olanda a votare per l'Europarlamento, malgrado la Brexit incombente.

I britannici, che votano per 73 seggi sui 751 dell'Europarlamento, dal quale avrebbero dovuto essere già fuori a marzo scorso, arrivano a questo attesissimo appuntamento sulla scia di uno psicodramma nazionale che ha scardinato l'assetto politico tradizionale del Paese, spaccando i due partiti principali, Tory e Labour, e proiettato al primo posto nei sondaggi il Brexit Party, ultima creatura politica di un vecchio volpone dell'euroscetticismo, Nigel Farage, che in realtà è un habitué dell'assemblea di Strasburgo.

E se solo ieri la leader della Camera dei Comuni del Regno Unito, Andrea Leadsom, ha annunciato le sue dimissioni dal governo di Theresa May, la stessa premier dovrebbe annunciare domani la data della sua dipartita, secondo fonti vicine al governo britannico.

Con la richiesta di un rinvio della Brexit fino al 31 ottobre e la ventilata ipotesi di un secondo referendum sull'accordo negoziato con Bruxelles, la telenovela politica ha esasperato anche i britannici contrari all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea:

"Credo che sia abbastanza frustrante, ho votato per restare nell'Ue, ma anche quando hai scelto di andartene credo che andava fatto, anche se io sono uno di quelli che aveva scelto di restare inizialmente, oggi ho rovesciato la mia decisione e ho votato per andare via", afferma questo elettore britannico.

"Credo che sia importante inviare il messaggio che dovremmo stare in Europa. E chiunque invieremo in Europa per quanto tempo sia, fino a quando non ci sarà la Brexit, se ci sarà, ci devono essere persone che si interessano di Unione europea e del posto della Gran Bretagna in Europa".

Grande vincitore si preannuncia Farage, che con un 34% atteso coagula tutto il malcontento di chi continua a credere che la Gran Bretagna starà meglio fuori dall'Ue e vuole punire i Tories inconcludenti e litigiosi.

A fare le spese dell'indecisione generale è anche il partito laburista di Jeremy Corbyn, con i sondaggi che lo mettono al secondo posto, al 16%, meno della metà del voti del Brexit Party.

Un convinto europeismo, condito dallo slogan pittoresco quale "Bollocks to Brexit!" (al diavolo la Brexit), ha segnato la rinascita del partito liberaldemocratico, che si posiziona attorno al 15%. Stesso discorso per i Verdi, che dovrebbero piazzarsi quarti appaiati ai Tories, mentre non sembra decollare Change Uk, nuovo partito dei transfughi europeisti centristi attestato al 5 per cento.

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