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Elicottero russo abbattuto in Armenia diventa affare spinoso

Milano, 11 nov. (askanews) - Un elicottero militare russo abbattuto lunedì 9 novembre accidentalmente in Armenia dal contingente azero, mentre infuriavano i combattimenti sul Nagorno-Karabakh, minaccia strascichi pericolosi per la fragile pace appena raggiunta sulla contesa regione montuosa e costituisce di fatto una questione spinosa per Vladimir Putin.

Due membri dell'equipaggio (il comandante Yuri Ishchuk e il tenente Roman Fedin secondo le dichiarazioni di Putin), sono rimasti uccisi quando "l'elicottero Mi-24 è stato sottoposto al fuoco da terra da MANPADS". In base a quanto ricostruito dal generale Igor Konashenkov, rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo - che ha parlato anche di un'inchiesta condotta dal comando della 102a base militare russa - un terzo membro dell'equipaggio è stato ferito e messo in salvo con "ferite moderate". Il tutto all'indomani degli intensi combattimenti domenicali per il controllo della strategica Shusha.

L'Azerbaigian ha subito ammesso di aver abbattuto accidentalmente l'elicottero e si è scusato spiegando la "situazione di tensione nella regione e la maggiore prontezza al combattimento" dopo sei settimane di feroci scontri con i separatisti sostenuti dall'Armenia per il controllo del Nagorno-Karabakh. L'Armenia, secondo Novaja Gazeta, ha fatto sapere che renderà ai militari russi onori postumi. Putin ha rassicurato i vertici militari russi, con lo stile che gli è proprio: "Il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev mi ha promesso che avrebbe condotto un'indagine approfondita sull'incidente nell'ambito del procedimento penale avviato. I colpevoli saranno puniti", ha detto Putin.

La Russia ha un patto militare con l'Armenia e una base nel paese, ma finora ha insistito che non sarebbe stata coinvolta nel conflitto con l'Azerbaigian a meno che lo stesso territorio armeno non fosse minacciato. Attualmente ha dislocato un contingente di peacekeaping per sorvegliare la pace.

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