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Elezioni Israele, Lapid: "Likud non è disposto ad ammettere la sconfitta"
(LaPresse) I leader dei partiti politici israeliani contrari al primo ministro Benjamin Netanyahu si sono incontrati per la prima volta dopo le elezioni della scorsa settimana, mentre il Paese rimane impantanato in una situazione di stallo politico, senza che nessuna delle due parti abbia ottenuto una maggioranza chiara.
I partiti dell’opposizione hanno concordato di raccomandare l’ex generale Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, per la formazione della prima coalizione. Il presidente di Israele, il cui ruolo è in gran parte cerimoniale, sceglie quale candidato avrà la prima opportunità di formare un governo. Una coalizione ha bisogno di almeno 61 seggi nella Knesset, il parlamento composto da 120 membri, per assicurarsi la maggioranza.
"Quello che dobbiamo fare ora è andare avanti e formare un governo", ha affermato Yair Lapid, co-leader del partito Together, prima di entrare nella riunione. Ha aggiunto che Netanyahu e i suoi alleati devono lasciare l’incarico, accusandoli di aver causato "danni sufficienti allo Stato di Israele e al popolo israeliano".
Lapid ha inoltre respinto le accuse che contestano i risultati elettorali, affermando che il voto è stato democratico e valido. Nel frattempo, Yoram Yehudai, il cui figlio è stato ucciso al festival musicale Nova durante l’attacco del 7 ottobre 2023, ha esortato i leader dell’opposizione a portare un cambiamento e a formare un governo che dia speranza e sollievo alle famiglie in lutto.