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Droni su San Pietroburgo, Trump attacca Zelensky
San Pietroburgo, 19 ott. (askanews) - Il più grande attacco di droni ucraini contro San Pietroburgo dall'inizio della guerra ha provocato incendi in una raffineria e in un deposito petrolifero. Una persona è morta e cinque sono state ricoverate, mentre l'aeroporto di Pulkovo ha limitato i voli. Le autorità russe sostengono di aver abbattuto 144 droni. Per ore gli abitanti hanno sentito esplosioni e il rumore dei velivoli sopra le case. Nelle stesse ore, secondo le autorità ucraine, un attacco russo ha incendiato il tetto e alcuni appartamenti di un grattacielo residenziale a Odessa. Un bambino è rimasto ferito e i residenti sono stati evacuati. È in questa nuova escalation che Donald Trump accusa Volodymyr Zelensky di non voler mettere fine alla guerra. Il presidente americano attribuisce agli attacchi contro le raffinerie russe parte dell'aumento dei prezzi mondiali dei carburanti. Kiev sostiene invece di avere ripreso i bombardamenti dopo 76 violazioni russe della tregua energetica annunciata da Trump. Lo scontro si estende alla cooperazione militare. Zelensky afferma che gli Stati Uniti abbiano bloccato per tre giorni le informazioni necessarie a individuare i lanci di missili balistici russi. Il segretario di Stato Marco Rubio nega che vi sia mai stata una sospensione e invita Zelensky a concentrarsi sui negoziati. "Non so da dove Zelensky prenda queste informazioni o perché dica queste cose alla stampa. Dovreste chiederlo a lui. Non c'è stata alcuna sospensione. Quello su cui dovrebbe concentrarsi, e su cui vogliamo concentrarci anche noi, è mettere fine a questa guerra. È su questo che dovrebbe concentrarsi, è su questo che vogliamo che si concentrino tutti, compresi i russi. È la priorità indicata dal presidente: cercare di mettere fine a questa guerra".