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Disinformazione e guerra ibrida le minacce da affrontare per l'Ue

Roma, (askanews) - Minacce ibride, disinformazione, una guerra militare ma anche culturale nel cuore dell'Europa, in cui l'Ucraina difende i confini dell'Ue insieme ai Paesi più vicini al conflitto e agli alleati di Unione europea e Nato. Questi sono stati i temi affrontati nella conferenza "Il futuro dell'Europa di fronte alle nuove minacce", organizzata dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea in collaborazione con Formiche.net, la Repubblica Ceca, Presidente di turno dell'Ue, e le ambasciate di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia.

Per Antonio Parenti, direttore della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, bisogna continuare a sostenere l'Ucraina e i Paesi più prossimi con l'auspicio che il conflitto si concluda e si possa pensare al futuro sia per Kiev che per le relazioni con Mosca.

"Si tratta di una discussione molto interessante e stimolante che spero possa aiutarci a meglio comprendere alcune di queste difficoltà che ogi ci troviamo ad affrontare e che continuano ad esserci: la disinformazione, l'arrivo di profugi, la ricostruzione un domani dell'Ucraina e la ricostruzione in un futuro, ahimè, che al momento sembra piuttosto lontano, di un rapporto con la Russia che non scomparirà dalle mappe ma che rimarrà uno dei nostri vicini più importanti e speriamo non rimanga uno dei vicini più ingombranti".

Nel corso dell'incontro gli ambasciatori presenti, da Solvita Aboltina, Ambasciatore della Lettonia a Anna Maria Anders Ambasciatore di Polonia, da Hana Hubackova, Ambasciatore della Repubblica Ceca a Dalia Kreiviene Ambasciatore di Lituania e Paul Teesalu Ambasciatore dell'Estonia, hanno esposto il loro punto di vista sulle nuove minacce per il futuro dell'Ue: si è discusso di sicurezza energetica, di infrastrutture critiche, di guerra ibrida e di sostegno al processo euroatlantico dell'Ucraina.

Uno dei punti focali è stato quello dedicato alla disinformazione, come ha spiegato l'ambasciatore di Polonia in Italia Anna Maria Anders.

"Per guardare al futuro dobbiamo essere consapevoli delle circostanze del passato e credo che il problema esistesse prima della guerra. Le persone non erano consapevoli delle circostanze. Come Paesi maggiormente coinvolti, Baltici, Polonia e Repubblica ceca vogliamo sottolineare il ruolo della disinformazione: credo che dobbiamo affrontare questa minaccia, uno dei fattori principali. Per costruire il futuro dell'Ue dobbiamo avere coscienza delle minacce per agire e contrastarle".

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