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Covid, India al collasso, preoccupa la variante "doppia mutante"

Roma, 20 apr. (askanews) - È drammatica la situazione Covid-19 in India dove si sono superati i 15 milioni di contagi. Il sistema sanitario è al collasso a causa dell'aumento esponenziale dei casi negli ultimi giorni e a Nuova Delhi è tornato il lockdown. Nei cimiteri non c'è più posto per seppellire i morti che sono arrivati a oltre 178mila nel Paese.

L'India aveva avviato una campagna di vaccinazioni di massa e sperava di sconfiggere rapidamente il virus ma mascherine e distanziamento sono stati messi da parte nelle feste religiose in cui si sono create folle enormi di fedeli. Inoltre, i contagi non sono mai aumentati così rapidamente dall'inizio della pandemia come adesso e i medici segnalano che oltre il 60% dei nuovi pazienti ha meno di 45 anni. È stato isolato un nuovo ceppo di Covid, definito doppio mutante B.1.617, che sarebbe molto contagioso.

"Poiché è molto più trasmissibile stiamo vedendo molti più casi, e quindi, una pressione molto più grande sugli ospedali e sul sistema sanitario di quanto abbiamo visto prima - ha spiegato Gautam Menon, professore di fisica e biologia all'Università Ashoka dell'India. In effetti, proprio ora in tutta l'India, ci sono bombole di ossigeno che finiscono, letti di terapia intensiva non disponibili, letti ordinari non disponibili. Farmaci necessari per le cure che non sono disponibili. Questo sta accadendo anche perché in un certo senso i numeri stanno salendo ovunque in tutta l'India allo stesso tempo".

"In questo momento è una 'variante di interesse'" ha aggiunto, spiegando che l'Oms la sta valutando. "C'è sempre una preoccupazione per le nuove varianti che sembrano essere più trasmissibili. Per capire se in qualche modo potrebbero influenzare, per esempio, la mortalità... Questo è qualcosa che dobbiamo capire e presumo che questa decisione sarà presa dall'Oms nei prossimi giorni". Ieri la Gran Bretagna ha deciso di vietare l'ingresso a chi proviene dall'India, a eccezione dei cittadini britannici ed irlandesi di ritorno, che saranno però sottoposti a obbligo di quarantena.

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