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Coronavirus, lezione sudcoreana, test a tappeto e mai arrendersi

Milano, 27 mar. (askanews) - "Non è il momento di essere compiacenti", afferma il primo ministro sudcoreano Chung Sye-kyun in una conferenza stampa sulle misure preventive del coronavirus. Il paese si sta preparando per una "battaglia a lungo termine" contro la malattia.

"Dopo mesi di azione coordinata, il numero giornaliero di casi confermati sembra ora stabilizzarsi a due cifre, esclusi gli infetti dall'estero. Tuttavia, questo non è il momento di essere compiacenti. La lotta contro il virus potrebbe richiedere molto più tempo di quanto pensiamo".

La SudCorea ha destato ammirazione per la sua capacità di reazione.

"Stiamo affrontando la crisi in modo altamente innovativo attraverso l'uso di tecnologie IT avanzate per ripercorrere i recenti movimenti di pazienti confermati, condurre test itineranti e gestire l'auto-quarantena tramite app per smartphone".

La Corea del Sud è il secondo paese asiatico maggiormente colpito dall epidemia del coronavirus. Ma Seoul ha dimostrato anche grande capacità di sostegno al Dragone, la cui vicinanza in passato è stata fonte di attrito politico.

"Quando la Cina è stata colpita per la prima volta dall'epidemia di coronavirus, la Corea del Sud ha fatto sforzi per supportarli con mascherine e tute protettive. Ora la Cina sta inviando tali articoli in Corea del Sud. Stiamo collaborando strettamente non solo a livello di impresa privata ma anche a livello di governo".

La strategia sudcoreana si è basata sull intercettazione a livello nazionale delle persone positive. Nessun autoconfinamento e quarantena obbligatorie per tutta la popolazione. Solo per i casi positivi. Nonchè test diagnostici a tappeto, sottoponendo 270.000 persone al test Covid-19.

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