Conflitto israelo-palestinese: quando la storia non insegna nulla
di Rosalba Reggio
Il 7 ottobre un violento attacco di Hamas ha colpito Israele provocando un alto numero di vittime tra i civili a causa delle bombe e delle violenze perpetrate dagli estremisti casa per casa. La reazione di Israele è stata immediata: il presidente Netanyahu ha dichiarato guerra ad Hamas iniziando a bombardare Gaza ed entrando nel territorio, provocando così molte vittime e generando un esodo della popolazione dal Nord al Sud della striscia di Gaza. Un conflitto, quello israelo-palestinese, radicato nel tempo, che ha visto numerose guerre e momenti di tregua che hanno aperto spiragli di speranza. Se le azioni terroristiche non possono mai avere una giustificazione, è bene però interrogarsi sulle ragioni di un conflitto che continua a seminare morte. Quali le responsabilità condivise? Quali le possibili soluzioni e quali gli ostacoli a una pace giusta? Se ne è parlato con il professor Massimo Morelli, docente di Political Science and Economics all’università Bocconi, lo storico Marcello Flores, Francesco Petronella dell’ISPI, Alberto Magnani giornalista del Sole 24 Ore e Roberto Bongiorni, inviato del Sole 24 Ore in Israele