Milano (askanews) -Centinaia di Rohingya hanno organizzato una protesta al confine fra Bangladesh e Myanmar contro il programma di rimpatrio deciso dal governo, nel giorno in cui il primo gruppo sarebbe dovuto partire e tornare in Rakhine. Da quella regione un anno fa 720mila persone sono fuggite per salvarsi da quello che le Nazioni Unite hanno definito un "genocidio" contro la minoranza musulmana, che non è riuscita a trovare un sostegno neanche nella ormai ex paladina dei diritti umani Aung San Suu Kyi.

Urlano "Noi non ce ne andremo", "Vogliamo giustizia". Temono una volta rientrati di dover affrontare di nuovo la repressione dell'esercito birmano, timore espresso anche da diversi gruppi umanitari e dall'Onu secondo cui i tempi non sono ancora maturi.

Cinque autobus sono in attesa in questo campo costruito vicino ai checkpoint per trasportare volontari oltre confine. Nessuno ha intenzione di salirci.