Washington, 22 set. (askanews) - "E' nato per la Corte suprema e sarà eletto". Donald trump scende in campo a spada tratta per difendere l'uomo che ha nominato come prossimo giudice della Corte suprema.

Brett Kavanaugh, stimato giudice, è accusato di un tentato stupro dalla signora Christine Blasey Ford, docente universitaria di statistica; l'aggressione sarebbe avvenuta quando erano ragazzi a una festa. Kavanaugh - che nega tutto - secondo Ford avrebbe cercato di violentarla di fronte ad altri ragazzi, mettendole una mano sulla bocca.

La questione è diventata rovente e spacca l'opinione pubblica in epoca di movimento #MeToo. Kavanaugh deve essere confermato dalla commissione Giustizia del Senato, composta a maggioranza di uomini repubblicani. E diversi membri hanno già chiarito che gli credono. Nessuno però più apertamente del presidente che in uno dei suoi molti tweet è arrivato a dire che se le accuse della dottoressa Ford fossero vere, certamente avrebbe denunciato i fatti all'epoca; e l'ha invitata a tirar fuori la denuncia.

Ma la denuncia non c'è naturalmente. Christine Blasey Ford aveva chiesto un'indagine dell'FBI per ricostruire i fatti; invece la Commissione del Senato l'ha invitata a testimoniare il prima possibile. Inizialmente entro lunedì 24 settembre, poi ha concesso una proroga, non si sa di quanto.

Molte le donne che sui giornali e davanti al congresso si schierano per Ford. Ma ci sono anche donne e uomini che sostengono Kavanaugh, assicurando che in fondo una bravata da adolescenti ubriachi può capitare a tutti. Una spaccatura profonda nella società americana, sui comportamenti ritenuti accettabili, ieri ed oggi. Certamente se la dottoressa Ford andrà a testimoniare in commissione giustizia avrà addosso i riflettori di tutto il mondo.