Roma, 19 feb. (askanews) - No al processo contro Matteo Salvini per il caso nave Diciotti, un no arrivato senza sorprese anche dalla Giunta delle immunità del Senato, 16 voti contro sei. Ora la parola spetta all'aula di Palazzo Madama che dovrebbe pronunciarsi intorno al 20 marzo.

In aula, il ministro dell'Interno potrebbe correre qualche rischio in più; maggiori potrebbero essere i dissidi fra i pentastellati che invece in giunta hanno votato compatti, come da indicazione emersa dal popolo a cui si erano rivolti, cioé dalla piattaforma Rousseau dove lunedì 18 il 59% di 54mila persone ha votato contro il processo al ministro.

Secondo i cinquestelle insomma gli elettori con esercizio democratico, lodato dal vicepremier Di Maio, hanno indirizzato il partito decidendo che l'azione per cui Salvini è indagato dal tribunale dei ministri di Catania fu un atto nell'interesse dello Stato italiano, e non un sequestro di persona nei confronti dei 177 migranti a bordo della nave militare Diciotti, a cui fu impedito di sbarcare lo scorso agosto.

In giunta, i voti contrari alla autorizzazione a procedere sono stati 16. No anche dal presidente Maurizio Gasparri, come annunciato. 6 voti invece a favore da Pd, Leu e Gregorio De Falco, ex cinque stelle, ora gruppo Misto.