Wasghinton, (askanews) - Due casi giudiziari che, nel giro di poche ore, colpiscono direttamente persone impegnate ad altissimo livello nella campagna di Donald Trump per le presidenziali del 2016. A New York Michael Cohen, a lungo avvocato personale del presidente degli Stati Uniti, si è dichiarato colpevole davanti a una Corte federale a Manhattan di otto capi d'accusa, tra cui frode e violazioni finanziarie in campagna elettorale. Cohen ha spiegato al giudice di avere comprato, "su richiesta e in coordinamento" con Trump, il silenzio di due donne che sostenevano di avere avuto relazioni con il futuro presidente, versando 130mila dollari a una e 150mila dollari a un'altra.

Cohen non ha fatto i nomi delle due donne, ma i pagamenti corrispondono a quelli effettuati alla pornostar Stormy Daniels e all'ex coniglietta di Playboy Karen McDougal.

La corsa alla Casa Bianca del 2016, in questo caso con chiari riferimenti al Russiagate, è stata anche al centro della sentenza che ha riguardato l'ex direttore della campagna di Trump, Paul Manafort. In Virginia l'uomo è stato ritenuto colpevole di otto capi d'accusa, tra cui frode fiscale, mentre la giuria non ha trovato un accordo su altre dieci imputazioni, che sono quindi state dichiarate nulle.

Kevin Downig, legale di Manafort:

"Lo avrete sicuramente sentito, la giuria ha pronunciato un verdetto per solo 8 dei 18 capi d'accusa. Su 10 di questi non hanno raggiunto un verdetto. Mr Manafort è amareggiato per non essere stato completamente assolto o di avere una giuria bloccata su tutti i capi".

Il presidente ha commentato la notizia dicendosi "molto triste":

"Sono molto triste, non mi coinvolge, ma è la cosa che è accaduta è molto triste. Non ha assolutamente nulla a che fare con le ingerenze russe. E' iniziato come collusioni russe, ma non ha niente a che fare, è una caccia alle streghe e una disgrazia".