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Caro vita, la Francia conta i danni: 2.400 arresti
Parigi, 19 ott. (askanews) - Gas lacrimogeni, cannoni ad acqua, cariche della polizia e incendi nelle strade. A Parigi la tensione è restata alta anche ieri, domenica, all'indomani delle grandi proteste contro il caro vita che hanno attraversato la Francia. Il bilancio è salito a circa 2.400 arresti, 855 dei quali nell'area della capitale. Oltre 500 tra poliziotti, gendarmi, vigili del fuoco e soccorritori sono rimasti feriti. Un manifestante è morto per un arresto cardiaco, mentre a Saint-Étienne un ragazzo di 17 anni ha perso una mano per l'esplosione di una granata antisommossa. Secondo il ministero dell'Interno, alle manifestazioni hanno partecipato oltre mezzo milione di persone. La mobilitazione, nata dalle proteste studentesche per le condizioni delle scuole, si è allargata all'aumento dei prezzi, al costo dei carburanti e alla perdita di potere d'acquisto. Gran parte dei cortei si è svolta pacificamente. Ma ai margini, gruppi mascherati hanno affrontato la polizia, incendiato auto e barricate e saccheggiato negozi a Parigi, Marsiglia, Bordeaux, Nizza e Strasburgo. A Limoges è stato dato alle fiamme il municipio ottocentesco. Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato a distinguere chi è sceso in piazza per rivendicazioni legittime da chi ha distrutto, devastato e saccheggiato. Marine Le Pen accusa l'estrema sinistra e il partito di Mélenchon di avere preso in ostaggio le rivendicazioni sociali. Jean-Luc Mélenchon, che aveva sostenuto le proteste, ha condannato i saccheggi. Mancano sei mesi alle presidenziali e le immagini delle barricate sono già materiale da campagna elettorale.