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Brexit, Gb al voto il 12 dicembre tra stanchezza e Tories in calo

Milano, 9 dic. (askanews) - Le elezioni a dicembre non sono mai una buona idea. Ma le politiche in Gran Bretagna di giovedì prossimo, le prime nel mese più buio in quasi un secolo, lo sono ancor meno. Con il Paese diviso e la roulette della Brexit sempre più insidiosa, la settimana per Boris Johnson si fa complicata. E anche i sondaggi cominciano a indicare segni di cedimento e stanchezza dell'elettorato: ci si sta dirigendo verso un parlamento sospeso poiché la crescita conservatrice si è fermata mentre i laburisti continuano a guadagnare.

Se prima i sondaggi lasciavano ai Tories ampio margine, ora si fanno più incerti. Il partito conservatore del primo ministro ha visto il suo vantaggio sul partito laburista dell'opposizione ridursi a sei punti. E alla luce del passato, non è un buon segno.

Già nel 2017, infatti, i conservatori, guidati dall'allora primo ministro Theresa May, stavano per ottenere una larga maggioranza, prima di inciampare in campagna elettorale. E ora il risultato delle elezioni generali del 2019 - anno ampiamente dominato dalla Brexit, o meglio dalla sua promessa - potrebbe avere enormi conseguenze, ad esempio per il confine irlandese.

Il risultato complessivo in Gran Bretagna è importante per il confine quanto i 18 seggi nell'Irlanda del Nord. Potrebbe determinare se esiste un confine duro o morbido, se esiste un confine terrestre o uno nel Mare d'Irlanda o se il Regno Unito non lascerà affatto l'Ue oppure sì. Il rischio resta sempre lo stesso però, che a vincere sia il populismo.

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