Mondo
Brasile, Meta ammette problemi e mancanze nella campagna elettorale
Roma, 21 ott. (askanews) - I rappresentanti del colosso tecnologico americano Meta e i capi delle campagne di Luiz Inàcio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro nelle elezioni presidenziali hanno partecipato a una riunione presso il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) del Brasile, a seguito di una richiesta fatta da Lula di squalificare Bolsonaro per interferenze elettorali da parte di Meta. Secondo il team del presidente, la richiesta riguarda una presunta "manipolazione algoritmica" da parte di Meta volta a compromettere le possibilità di vittoria di Lula. La gravità dell'accusa sta infiammando la campagna elettorale ad appena cinque giorni dal ballottaggio di domenica 25 ottobre, in cui Bolsonaro è dato per grande favorito, dopo aver superato il presidente Lula nel primo turno con il 47% delle preferenze contro il 45%. I social media brasiliani sono stati inondati di segnalazioni da parte dei sostenitori di Lula, secondo cui i loro contenuti su Instagram e Facebook erano stati rimossi o la loro diffusione limitata. Meta ha dapprima negato, adducendo problemi tecnici, poi il comitato di supervisione del gruppo, un organismo semi-indipendente le cui decisioni sono vincolanti, ha rilasciato una dichiarazione in cui si dice "preoccupato per le ricorrenti mancanze nell'applicazione delle misure volte a garantire l'integrità elettorale da parte di Meta", citando sia le elezioni in Brasile sia la sospensione, per diverse ore sabato scorso, dell'account del movimento anti-Trump "No Kings" negli Stati Uniti, durante manifestazioni per incoraggiare il voto anticipato nelle elezioni americane di Metà mandato del 3 novembre. A San Paolo, centinaia di persone hanno manifestato fuori dal quartier generale di Meta in Brasile, con lo slogan "Meta nao se meta nas nossas eleiçoes" (Meta non si immischi nelle nostre elezioni"), accusando la big tech di Mark Zuckerberg di voler aiutare Flavio Bolsonaro come favore a Donald Trump, alleato storico del padre di Flavio, l'ex presidente Jair Bolsonaro, che sconta una pena per tentato golpe dopo le elezioni del 2022 vinte da Lula. André Boselli, coordinatore dell'ONG Article 19, uno dei gruppi che hanno organizzato la manifestazione, ha spiegato: "I proprietari delle Big Tech hanno finanziato la campagna elettorale di Trump, i proprietari delle Big Tech erano presenti alla sua cerimonia di insediamento e questo è sintomatico e dimostra l'allineamento politico e ideologico tra questi grandi conglomerati della comunicazione e una determinata linea politica degli Stati Uniti".