Barcellona, (askanews) - È stata una commemorazione toccante ma anche piena di tensione quella che si è tenuta a Barcellona per l'anniversario dell'attentato che il 17 agosto del 2017 insanguinò la capitale catalana facendo 16 vittime quando un furgone lanciato a tutta velocità falcidiò la folla sulle Rambles. Le polemiche sulla gestione dell'attacco da parte delle autorità centrali spagnole e quelle regionali della Catalogna e quelle sulla presenza alla cerimonia del re Felipe VI, considerato "persona non grata" dalla metà dei catalani che è favorevole all'indipendenza hanno segnato la giornata.

Anche per questo la commemorazione nella centralissima Plaça Catalunya si è tenuta senza discorsi "politici": né il re, né il premier spagnolo Pedro Sanchez, né il governatore indipendentista della Catalogna, Quim Torra, hanno preso la parola. Al posto loro, omaggi floreali, canti di cori giovanili e la lettura nelle 14 lingue delle vittime dell'attentato di una poesia dello scrittore inglese John Donne.

Felipe VI è stato accolto da grida di plauso da parte di un gruppo di sostenitori avvolti in bandiere spagnole, ma non sono mancati momenti di tensione fra questi e cittadini indipendentisti. Un grande striscione su un edificio della Plaça Catalunya, con una foto di Felipe VI capovolta, leggeva: "Il re spagnolo non è benvenuto nei Paesi catalani".

Il governatore della Catalogna Quim Torra ha salutato brevemente il re e il premier Sanchez ricordando loro che l'ex ministro dell'Interno catalano Joaquim Forn - che un anno fa gestì l'emergenza dell'attentato dal lato regionale - è tuttora in prigione assieme ad altri ex membri dell'esecutivo catalano a causa del referendum sull'indipendenza del 1 ottobre 2017, dichiarato illegale da Madrid. Torra ha presentato al re la moglie di Forn, presente alla cerimonia in vece del marito.