Srinagar, 15 feb. (askanews) - Si aggrava sempre di più il bilancio delle vittime dell'attentato contro l'esercito indiano in Kashmir. Sono almeno 44 i soldati uccisi dall'autobomba esplosa al passaggio di un convoglio di forze indiane

nei pressi di Srinagar. Si tratta dell'attacco più

letale dal 2002.

un convoglio di 78 veicoli che trasportavano circa 2.500 membri della Riserva centrale delle forze di polizia, una forza militare. Un camioncino imbottito d'esplosivo è deflagrato vicino alla colonna di bus. Oltre ai morti, ci sono anche decine di feriti, molti dei quali in gravissime condizioni.

Dura reazione da parte dell'India all'attentato. Il premier Narendra Modi ha promesso che i responsabili "la pagheranno cara". Via libera nella valle alle forze speciali ed esercito in stato d'allerta. A Jammu è stato imposto il coprifuoco dopo che alcune manifestazioni di protesta sono degenerate in violenza, con auto bruciate e slogan contro il Pakistan da parte dei manifestanti che chiedono vendetta.

L'India ha circa 500.000 soldati nel Kashmir, che è diviso tra

l'India e il Pakistan dalla fine del dominio britannico nel 1947. La maggior parte degli abitanti del Kashmir è musulmana e vorrebbe essere annessa al Pakistan o comunque l indipendenza dall India.