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Ancora disordini a Barcellona dopo l'arresto del rapper Hasel

Roma, 19 feb. (askanews) - Un'altra notte di proteste e disordini a Barcellona, la terza consecutiva, dopo l'arresto del rapper Pablo Hasel, condannato per una serie di tweet e testi delle sue canzoni che secondo la magistratura costituivano un'apologia del terrorismo con l'aggravante dell'oltraggio nei confronti della Corona e della polizia.

Almeno altri sei i nuovi arresti fatti dalla polizia dopo quelli dei giorni scorsi, i manifestanti hanno eretto barricate e incendiato cassonetti in strada; ci sono stati scontri e gli agenti hanno lanciato lacrimogeni. I dimostranti si sono poi ritrovati davanti alla sede del giornale El Periodico e hanno urlato in coro "Catalogna antifascista".

"Non è solo perché ci sono prigionieri politici, ma perché stiamo affrontando un'enorme crisi economica che porterà a una crisi sociale che la classe operaia dovrà pagare - spiega uno studente che ha preso parte alla protesta - i giovani sono molto precari, abbiamo tassi di disoccupazione altissimi, siamo i primi in Europa, l'affare Hasel è stato un fattore scatenante".

L'arresto del rapper ha sollevato preoccupazioni in tutto il Paese sui limiti alla libertà di espressione. Il governo, che aveva annunciato una revisione di questo tipo di reati, ha condannato le violenze. "Non ci sono eccezioni - ha detto il primo ministro Pedro Sanchez - non c'è alcuna situazione che possa giustificare l'uso della violenza, nessuna, proprio perché la violenza non è libertà è un attacco alle libertà degli altri. La violenza è un attacco alla democrazia e di conseguenza il governo spagnolo contrasterà qualsiasi forma di violenza e garantirà la sicurezza dei cittadini".

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