Un testamento meticoloso nei dettagli economici, vago per quelli stilistici
di Giulia Crivelli
Sono passati pochi giorni dal 4 settembre, giorno della morte, a 91 anni, di Giorgio Armani. Ma il testamento è già stato aperto alla presenza di alcuni eredi, il 9 settembre, e reso pubblico subito dopo. Poche sorprese per la parte economica, tranne forse l’indicazione a fare entrare un socio o a quotare l’azienda entro massimo cinque anni. Equa e dettagliata la distribuzione del patrimonio immobiliare e finanziario, mentre resta incerta la successione creativa. Perché morto un Armani, non se ne può fare un altro