Roma (askanews) - E' un emozionante racconto degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi il film "Sulla mia pelle", diretto da Alessio Cremonini, presentato come film d'apertura della sezione Orizzonti della Mostra di Venezia, che sarà contemporaneamente su Netflix e nei cinema italiani dal 12 settembre.

Ad interpretare il trentenne romano morto il 22 ottobre del 2009 durante la custodia cautelare è uno straordinario Alessandro Borghi, mentre Jasmine Trinca è sua sorella Ilaria. "Raccontare la storia di Stefano Cucchi era in qualche modo, secondo me, non solo un atto dovuto ma imprescindibile. Il modo in cui siamo entrati in questo film è stato questo: un'idea di appartenenza, non ad una causa, ma all'idea comune di giustizia. La questione della giustizia in Italia, della condizione delle carceri, dell'abuso di potere, sono delle questioni che non riguardano poi soltanto i diretti responsabili, ma è proprio un'idea di politica differente. Quindi la storia che avviene a Stefano Cucchi in carcere, oltre alla responsabilità dei singoli, che va accertata, è una storia anche di trascuratezza".

Il regista spiega: "I registi, gli sceneggiatori, gli attori, raccontano storie e dovrebbero fare domande. Nel nostro caso qualcuna forse esce fuori, cioè come mai Cucchi, non si è capito subito, in pochi hanno notato, cose che invece erano molto notabili, come molti ematomi in faccia, come mai non si è proceduto in certe direzioni, invece in altre? Come mai un cittadino italiano che è colpevole, perché è in flagranza di reato, di avere 20 grammi di hashish, viene giustamente arrestato perché poi dovrà essere processato e sei giorni dopo muore?".

Cremonini ha studiato a fondo i verbali del processo e si è confrontato con la famiglia di Stefano per farne un ritratto veritiero. "Hanno rivisto in Alessandro Stefano, erano addirittura stupiti, Ilaria ha detto: ho rivisto mio fratello, anche come parlava".