Roma, 15 apr. (askanews) - Dopo l'enorme successo di "Come un gatto in tangenziale", la coppia d'oro della commedia italiana, formata da Paola Cortellesi e dal regista Riccardo Milani, torna dal 18 aprile con il film "Ma cosa ci dice il cervello". Ancora una volta una commedia che mostra un punto debole dell'Italia di oggi: il dilagare di inciviltà, aggressività, maleducazione. L'attrice qui veste un doppio ruolo, quello della mamma dimessa, che lavora al ministero, e quello di agente segreto impegnato in pericolose missioni internazionali.

"Sicuramente la cosa che ci piaceva raccontare in questo momento, in cui c'è grande voglia e possibilità attraverso i social di apparire, di dire la propria, queste sono donne, persone che fanno un mestiere assolutamente invisibile, che non raccolgono mai nessun tipo di soddisfazione pubblica. Ed era una cosa interessante, legata al fatto che invece quello che accade quotidianamente sono plateali soprusi".

L'agente Cortellesi, quando rincontra i suoi vecchi compagni del liceo, interpretati da Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi e Lucia Mascino, decide in gran segreto di vendicare i soprusi che ognuno di loro subisce quotidianamente.

"Non ci siamo inventati quasi nulla, quello che accade è quello che abbiamo visto e osservato quotidianamente, accade in strada: ognuno di noi può avere una storia da raccontare.

Quello che mi fa arrabbiare quotidianamente è il non rispetto delle regole, ma non perché io sia una paladina della giustizia e sia impeccabile".

"La cosa che mi fa più arrabbiare è la mancanza di reazione a tutto questo. Cioè il fatto che ci si sia abituati nel quotidiano a non far più caso alle cose. E questo mi fa arrabbiare perché c'è da una parte un Paese che non rispetta le regole e ne fa quasi un motivo di orgoglio, non avere rispetto delle competenze, diventa quasi una rivalsa. Dall'altra c'è un Paese che non reagisce a tutto questo".

Tra acrobazie alla Tom Cruise e vicende sentimentali e familiari, anche questa volta, la Cortellesi, insomma, porta sullo schermo un po' tutti noi.