Roma, (askanews) - Lino Musella fa parlare 30 sonetti di Shakespeare in napoletano nello spettacolo di cui è protagonista e regista "L'Ammore nun'è ammore". L'attore - intervistato alla prima al Piccolo Eliseo, dove resterà in cartellone fino al 23 settembre, nell'ambito del ricco Prologo di Stagione per i cento anni del Teatro Eliseo - ci ha spiegato:

"In questo spettacolo di uniscono tanti amori, forse il tema dei sonetti chiaramente è l'amore, però c'è l'amore per Shakespeare, c'è l'amore per il teatro, per la poesia in quanto forma poetica senza drammaturgia, quindi sciolta da una storia, da un plot, c'è l'amore per la lingua napoletana e c'è l'amore anche per il traduttore di questi sonetti che è stato uno dei miei più cari amici ed è scomparso qualche anno fa", ha ricordato.

Ad accompagnarlo le musiche Marco Vidino, che rafforza l'atmosferica magnetica con cordofoni e percussioni.

"Shakespeare è stato tradotto innanzitutto da Eduardo de Filippo, che ha tradotto 'La tempesta', forse Ruggero Cappuccio ha tradotto qualche sonetto nel suo Shakespeare di Napoli, in questo caso c'è un lavoro su 30 sonetti che sono un po'")

Il titolo dello spettacolo è ispirato al sonetto 116, ma...

"E' il 66, il sonetto politico, quello a cui sono più legato", ha rivelato, recitandolo.

Musella, il braccio destro di Ciro nella serie tv "Gomorra", prossimamente sarà protagonista di "Who is the King", serie teatrale sempre ispirata al Bardo:

"E' un lavoro che deve ancora debuttare, quindi la partita è ancora da giocare, perché è un lavoro su una serie che ha scritto Shakespeare, dal 9 debuttiamo al teatro Franco Parenti (Milano), fino al 21 ottobre, presentiamo i primi due episodi e poi se andrà bene continueremo".

E poi sarà diretto da Jan Fabre in un'autobiografia del visionario artista belga.

"Sto studiando il materiale su cui dovrò lavorare e sarà un incontro penso molto forte, non diciamo niente", ha concluso.