Milano (askanews) - Toccante come sempre la partecipazione della senatrice a vita Liliana Segre alla prima puntata della nuova stagione di "Che Tempo che Fa" di Fabio Fazio su Rai1. Ricordando l'ottantesimo anniversario delle nefaste leggi razziali dell'agosto del 1938 con le quali la Segre, allora solo ottenne, venne espulsa dalla sua scuola elementare perché ebrea: "Fu allora che io divenni l' 'altra', una diversa. Per la colpa di esser nata non perché avessi fatto qualcosa di speciale". Amaro il ricordo anche della maestra che non la aiutò in alcun modo in quello scioccante frangente "La mia maestra, invece di abbracciarmi, mi disse solo 'non le ho mica fatte io le leggi razziali . Io rimasi così delusa da questa assenza che altro non era che quell'indifferenza che mi perseguitò per tutta la vita ... fu peggio di uno schiaffo" e continua "La parola indifferenza è più grave della parola violenza".

Sulla situazione dei migranti di oggi, Liliana Segre sottolinea la differenza tra l Olocausto "eravamo braccati a casa nostra per la colpa di esser nati" e i migranti "che cercano di scappare e trovare rifugio da noi" e dichiara: "sono storie diverse, imparagonabili", ma poi chiosa "Certamente l'indifferenza dell'Europa di allora è l'indifferenza dell'Europa di oggi: come similitudine la trovo accettabile ". Sulla sua azione politica in quanto senatrice a vita della Repubblica Italiana, racconta così la sua azione: "Ho già presentato un disegno di legge contro le parole dell'odio a tutti i livelli e spero ci sarà una Commissione parlamentare che controlli, per contrastare questo bisogno di odiare che investe tutti i livelli del nostro vivere sociale".