Roma, (askanews) - Il 30 ottobre si apre ufficialmente la stagione del Teatro Eliseo di Roma, nell'anno del suo centenario, e con le vendite di biglietti triplicate, con il direttore artistico Luca Barbareschi, protagonista di "Cyrano de Bergerac" di Edmond Rostand. Lo spettacolo, con la regia di Nicoletta Robello Bracciforti, porta in scena, fino al 25 novembre, la storia del leggendario personaggio perdutamente innamorato della cugina Rossana, stregata dal fascino di Cristiano, a cui Cyrano propone un ingegnoso piano per conquistarne il cuore.

Una grande impresa produttiva, 25 attori in scena e una scenografia su tre livelli, tra scale, botole e quadri alle pareti che esalta la struttura dello storico teatro. Un testo importante, poeticamente complesso ma attualissimo, perché anche se tutti la ricordano come una grande storia d'amore, parla della funzione dell'artista nella società contemporanea.

Barbareschi: "Cyrano è un capolavoro di testo, un unicum anche perché Rostand non ha scritto quasi altro, credo sia un illuminato, uno che ha avuto la forza di raccontare in una sintesi straordinaria un malessere del mondo eterno, l'indipendenza artistica, di raccontare una storia d'amore delle più belle e tragiche: non poterci esprimere come vorremmo con l'altro, uomo, donna, un ideale".

La regista: "Tutti lo immaginano come un testo scitto nel '600, ma la sua vera collocazione storica è la fine dell'800. E' un testo pieno di ferite e viene messo in scena in una edizione nuova, ne ho curato l'adattamento e in parte la traduzione, ho cercato di rinnovare per quanto possibile il linguiaggio, perché siamo nel 2018, ma lo mettiamo in scena come è stato scritto, in versi martelliani".

Uno spettacolo di tragica attualità, dice Barbareschi.

"L'Italia sta per scomparire, è in un momento tragico, non per colpa degli italiani ma di forze superiori alle nostre, economicamente, culturalmente e questo nel centenario dell'Eliseo è un'affermazione molto bella, un grido di aiuto e attenzione verso quella che secondo me è la forza della cultura rispetto a qualsiasi cosa".

Nel cast tra gli altri Linda Gennari, Duilio Paciello, Thomas Trabacchi, Duccio Camerini, Massimo De Lorenzo e gli allievi del corso di Recitazione della Scuola d'arte Cinematografica Gian Maria Volonté.