Italia

Zenato (Consorzio Lugana Doc): avanti con giovani e sostenibilità

Milano, 6 giu. (askanews) - Da circa un decennio il Lugana Doc continua a crescere e oggi è diventato uno dei vini bianchi fermi di maggior successo: nel 2021 ne sono state prodotte 27,6 milioni di bottiglie, il 70% delle quali è stato esportato. Realizzato con il vitigno autoctono "Turbiana", coltivato nei comuni bresciani di Sirmione, Pozzolengo, Desenzano e Lonato, e il veronese Peschiera del Garda, il Lugana nel 1967 è stata una delle primissime Doc italiane. Nell'aprile 2022, i 208 soci hanno nominato Fabio Zenato presidente del Consorzio che tutela questa Doc in costante espansione lungo la piana a Sud del lago di Garda

"Oggi siamo a 2.560 ettari, dieci anni fa eravamo a metà, a mille ettari in meno, questo vuol dire che la viticultura vince su quella che è l'evoluzione prettamente turistico-ricettiva, ospitalità e ambito eventualmente edilizio" ha affermato Zenato, sottolineando che "c'è una forte identità territoriale legata a questo vino e quindi alla viticultura che ormai è un fattore economico importante. Perché oggi vino vuol dire anche enoturismo, degustazioni, esperienze in cantina, vuol dire una filiera fatta di operatori, vuol dire che il 90% della denominazione si incentra sulla raccolta manuale delle uve, quindi vuol dire lavoro, vuol dire indotto che muove il territorio in tutti i sensi".

Obiettivo del neopresidente del Consorzio è quello di portare il Lugana in tutta Italia e al contempo consolidare la presenza sul mercato europeo, americano e asiatico, attraverso il Lugana d'annata che rappresenta circa il 90% della produzione, ma anche con vini più strutturati e complessi come il Superiore e la Riserva. Nel progetto di Fabio Zenato c'è anche la volontà di codificare le buone prassi per elaborare delle linee guida sulla sostenibilità condivise da tutti i soci. "C'è un aspetto di attenzione al territorio, che è già molto forte nella coscienza dei produttori, dei viticoltori, che non passa necessariamente dall'essere bio ma passa attraverso una serie di scelte e attenzioni al territorio in cui si opera - ha spiegato il presidente - e facciano capire ancora di più la passione e il legame intimo che c'è tra le famiglie di produttori del Lugana e il territorio in cui esse vivono da generazioni e che quindi vogliono lavorare per lasciarlo quanto meno uguale, o meglio, di come lo hanno trovato".

Tra i fattori chiave del successo del Lugana, c'è il rinnovamento che ha coinvolto molte aziende, con l'ingresso delle nuove generazioni: giovani competenti, formatisi sul campo. "Questo - ha concluso Zenato - ci permetterà di correre ancora di più, con la qualità media dei vini che è decisamente alta e con una voglia di raccontare e di condividere in tante parti del mondo quello che è il Lugana di oggi verso la direzione di domani".

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