Italia

Vigile investito a Roma, il fratello: "Mi ha chiamato dicendomi che mi voleva bene e che stava morendo"

(LaPresse) "Mio fratello è intervenuto verso le nove di sera dopo un incidente con un'altra macchina sulla Tiburtina. Mentre erano lì a segnare l'area dell'incidente questa macchina è arrivata senza frenare, lui è stato colpito alle gambe. Mi ha chiamato subito dicendomi che stava morendo e che sarei dovuto andare lì. Mi ha detto ti voglio bene" racconta Riccardo, il fratello di Daniele Virgili travolto ieri sera sulla Tiburtina a Roma da un'auto guidata da un carabiniere risultato positivo all'alcol test. "Mi ha detto 'Non vedo è più e non ho più le gambe' - continua Riccardo - Sono arrivato subito insieme all'ambulanza, mentre gli parlavo per tenerlo sveglio. Gli ho promesso che ci saremmo rivisti subito. Appena arrivato ho capito che l'incidente era grave. Io non so chi sia l'autore, ho visto però il sindaco, il corpo della polizia locale, sono stati molto umani. Ho chiesto a tutti di fare chiarezza e che questa persona paghi. Vedere mio fratello così con questa persona ubriaca che rideva mi ha ucciso. Una scena che non dimenticherò, era euforico. Ripeto, voglio che venga fatta giustizia perchè mio fratello ha studiato tanto per fare quel lavoro. Noi vogliamo solo che torni a casa e chiediamo che rimangano tutti al fianco di mio fratello e della mia famiglia. Ringrazio le persone che hanno raccolto il sangue e faccio un appello: vorrei che i testimoni e chi ha dato primo soccorso si facciano avanti. Il loro intervento ha salvato la vita a mio fratello perchè ha consentito un intervento rapido e veloce. Non mi aspettavo tutta questa solidarietà. Ora a mio fratello hanno amputato una gamba, in attesa che il corpo reagisca alle cure" ha concluso.
Riproduzione riservata ©
loading...