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Italia

Val di Pejo, l'acqua tra risorsa strategica e bene comune

  • 03:29

Milano, 11 lug. (askanews) - L'acqua come risorsa strategica e bene comune. Nella Val di Pejo questo è quantomai vero. L'oro blu è un elemento essenziale in questa valle: dalle terme alle centrali idroelettrice, passando per l'acqua in bottiglia, la blue economy qui è una realtà a cui l'amministrazione comunale dedica un festival, Viviamo l'acqua. L'edizione di quest'anno è stata l'occasione per mettere a fuoco alcuni temi come quello della gestione del servizio idrico integrato che nel nostro Paese sconta alcune criticità. Come ci ha spiegato Alessandro Russo, presidente del gruppo Cap: "Abbiamo realtà che soprattutto al Nord ma ce ne sono anche al sud che si sono adeguate alla legge Galli e altre realtà dove non è avvenuto e ci sono realtà oggettive. E' una rete vecchia con una età media che supera i 30 anni e un sistema fognario non ancora completato tant'è che ci sono infrazioni da parte della Comunità europea".

Se si pensa che ogni 100 litri d'acqua immessi nei nostri acquedotti 37 in media vanno persi, che ancora oggi una quarantina di Comuni italiani non sono dotati della rete fognaria, risulta evidente quanto sia urgente investire per modernizzare il servizio idrico. Ma anche qui l'Italia non brilla particolarmente: oggi nel nostro Paese si investono in media 30 euro ad abitante contro una media europea è di 100 euro.

"Credo sia giunto il momento - ha affermato Russo - di un grosso investimento da parte dello Stato su tematiche come fognatura e depurazione che in alcune aree del nostro paese se non finanziate a livello nazionale difficilmente potranno partire".

Uno dei temi più discussi nel nostro Paese riguarda proprio la gestione dell'acqua, l'urgenza di investimenti da parte delle aziende e la sua tutela come bene pubblico. Su questo Russo è molto rassicurante:

"L'acqua è un bene pubblico e resterà un bene pubblico e credo che da questo punto di vista non ci sono discussioni - sostiene il presidente di Ca - In Italia oggi il 97% delle gestioni sono fatte o da aziende pubbliche o da aziende a maggioranza pubblica o dai Comuni. Quindi ad oggi il pubblico è fortemente presente nella gestione dell'acqua".

Per la Val di Pejo l'acqua non è solo quella "del sindaco", quella che sgorga dai rubinetti di tutte le case. L'acqua qui è un pilastro per lo sviluppo del territorio, è la chiave di volta di un business che in Italia trova un mercato estremamente florido: quello dell'acqua in bottiglia. Ne abbiamo parlato con la professoressa Giovanna Dossena, fondatrice di Avm associati azionista dell'acqua minerale Pejo. "Noi con acqua Pejo cerchiamo di trasformare un bene semplice in un prodotto del quale si valorizzino le caratteristiche essenziali portandolo a un pubblico più vasto".

L'acqua Pejo nasce dalle sorgenti della Val di Pejo a 1.393 metri di altezza, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Nel 2014 è passata dal gruppo Sanpellegrino a Sorgenti Italiane, che controlla anche l'acqua Goccia di Carnia in Friuli Venezia Giulia

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