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Ultrà Juve arrestati, Pm: "Curva gestita con metodi mafiosi"

  • 01:41

Torino, 16 set. (askanews) - "C'era una organizzazione militare nella curva Sud della Juventus, che era gestita con metodi

mafiosi e intimidatori da persone che hanno fatto della violenza uno stile di vita": così Patrizia Caputo, procuratore aggiunto e coordinatore del Gruppo Criminalità organizzata della Procura di

Torino, che ha coordinato l'indagine "Last Banner" della Digos di Torino, che ha di fatto decapitato i gruppi ultrà della Juve, a cui sono stati sequestrati anche gli striscioni.

Il capo incontrastato della curva juventina era Geraldo Mocciola, 56 anni, capo dei Drughi, sorvegliato speciale colpito da Daspo, eppure anche da fuori lo stadio governava la curva, decidendo tutte le attività: dal bagarinaggio alle intimidazioni, anche verso i singoli tifosi che venivano allontanati con la violenza dai loro posti legittimamente acquistati fino all'estorsione nei confronti della società bianconera. Gli altri capi lo veneravano, chiamandolo "lui" o "il presidente". Ora è in carcere così come i suoi cosiddetti colonnelli Salvatore Cava (51 anni), Domenico Scarano (58 anni) e Sergio Genre (43 anni).

Ma non solo i Drughi son finiti nel mirino della polizia. Le altre organizzazioni coinvolte sono "Tradizione-Antichi Valori", per cui è finito in manette Umberto Toia, che qui sentiamo in un'intercettazione in cui minaccia il leader dei True Boys, Del Sorbo:

Il fratello di Toia, Massimo, e e Corrado Vitali sono stati colpiti da obbligo di dimora. Tutti indagati per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata anche Fabio Trinchero, 48 anni, e Roberto Drago, 47 anni dei Viking, Christian Fasoli, 42 anni, del "Nucleo 1985" e Giuseppe Franzo, 55 anni, di " Quelli di via Filadelfia".

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