Italia
Ucraina, Meloni: "Posizione Italia mai cambiata, restiamo a fianco Kiev"
(LaPresse) Durante il suo discorso al Senato in merito agli sviluppi della crisi in Medioriente e in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dedicato anche un passaggio alla guerra in Ucraina. "Al Consiglio Ue della prossima settimana parleremo ancora una volta anche di Ucraina, conflitto è purtroppo entrato nel suo quinto anno - ha detto Meloni - In questo lungo periodo la posizione italiana non è mai cambiata, l'Italia resta fermamente al fianco di Kiev, del suo popolo, delle sue istituzioni, a sostegno della sua integrità territoriale, della sua sovranità, della sua indipendenza, come ho avuto modo di ribadire al presidente Zelensky in occasione del nostro ultimo contatto avvenuto giovedì scorso".
"Per noi non si tratta solo di un dovere morale ma anche di una necessità strategica – ha sottolineato la premier –sostenere l'Ucraina come ho detto molte volte significa difendere la sicurezza dell'intero continente europeo. Così come ho avuto modo di dire in passato che una prospettiva di pace è ora possibile solo grazie alla tenacia e resistenza ucraina e al deciso sostegno occidentale che hanno impedito che la Russia realizzasse la facile invasione dell'intera nazione come si era prefissato. I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino, purtroppo ancora forte anche in Italia". "Ci tengo anche a evidenziare ancora come gli sforzi diplomatici per arrivare a una pace giusta e duratura per la nazione aggredita ci chiamino direttamente in causa – ha proseguito Meloni – Per questo l'Italia è stata presente accanto ai principali partner europei anche in occasione dell'ultimo round trilaterale a Ginevra per un coordinamento diretto con Washington e Kiev. Si tratta di un segnale politico di grande rilevanza perché è fondamentale che le sensibilità nazionali ed europee siano al centro del percorso negoziale atteso che l'intero processo tocca interessi fondamentali dell'Europa e necessita di un consenso europeo. Miriamo a soluzioni condivise che rispettino la dignità ucraina e la solidità dell'asse euro-atlantico perché una pace vera non si costruisce nel vuoto, si raggiunge solo agendo uniti con i nostri alleati a partire da Washington, di cui continuiamo a sostenere con convinzione gli sforzi di mediazione".
"Inoltre l'Italia continuerà a promuovere in sede G7 e Ue la pressione economica sulla Russia che si ostina a non voler mostrare segnali concreti che consentano di fare passi avanti nel percorso negoziale. Guardiamo al ventesimo pacchetto di sanzioni europee come a un passaggio necessario per ridurre ulteriormente le entrate che alimentano la macchina bellica del Cremlino. Le misure dovranno essere incisive ed efficaci ma anche calibrate per evitare ricadute asimmetriche sui nostri operatori economici e sui nostri interessi nazionali. Sul fronte del sostegno finanziario, il compromesso raggiunto nel Consiglio Europeo di dicembre, un nuovo prestito garantito dal margine del bilancio Ue, rappresenta uno strumento fondamentale per la sopravvivenza dell'Ucraina, ma non solo, perché un'eventuale collasso finanziario di Kiev, spero sia chiaro a tutti, comporterebbe danni incalcolabili per l'intera stabilità europea", ha concluso Meloni.