Italia
Transizione energetica e sostenibilità ambientale, l'impegno delle Pmi
Roma, 7 lug. (askanews) - "Transizione energetica e sostenibilità ambientale - Le piccole e medie imprese italiane come protagoniste della rivoluzione verde". Questo il convegno che si è tenuto nella sala Matteotti della Camera con rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore, associazioni di categoria. Marco Casini, segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale Appennino Centrale, spiega: "Acqua ed energia sono due temi che oggi, più che mai, debbono essere affrontati solamente insieme ed entrambi rappresentano elementi di sicurezza per questo Paese e al punto tale da mettere a rischio anche la sovranità nazionale: l'uno dipende dall'altro e la nostra sicurezza dipende da entrambi". Insomma l'ambiente è la vita che ci sta intorno, ma l'energia è fondamentale per sopravvivere. Veronica Pitea - presidente Associazione consumatori e produttori delle energie rinnovabili sottolinea: "Il ruolo delle Pmi è importantissimo, perché nonostante si pensi che l'Italia è il paese dei grossi impianti fatti a terra. Non è così. Meno dell'1% del nostro suolo ospita impianti fotovoltaici, insomma a terra: tutto il resto è fatto da piccole e medie imprese, che sul capannone, sul terreno adiacente, insomma o sulle pensiline davanti all'azienda hanno deciso di investire in questo in questo settore". L'obiettivo è offrire un quadro realistico e indicare quali interventi normativi possano accelerare la transizione senza penalizzare le imprese. Casini aggiunge: "Una politica che faccia riferimento a una strategia, risorse stabili a programmazione pluriennale, a una vera e propria regia e che consenta quindi di definire un quadro all'interno del quale le strutture sia idriche che energetiche possano effettivamente svilupparsi. Questo è fondamentale per le piccole e medie imprese che si trovano a lavorare in un quadro spesso complesso dal punto di vista amministrativo e nello stesso tempo debbono nel caso dell'acqua essere difese da alcuni rischi che sono la carenza d'acqua che può costruire per le imprese un vero e proprio elemento drammatico di chiusura dell'azienda, ma anche dalla troppa acqua, perché abbiamo anche oggi il rischio di alluvioni abbiamo centinaia migliaia di aziende che sono esposte a rischi alluvionali e quindi il compito delle autorità distretto in questo caso è individuare le aree di pericolo e individuare le modalità per mitigare i rischi anche per le imprese". Molti degli impianti fotovoltaici sono però al capolinea. Pitea avverte: "Se non investiamo, non aiutiamo questi imprenditori a capire quanto è importante rinnovare il parco fotovoltaico tutto quello che abbiamo costruito fino ad oggi, purtroppo andrà smantellato e finirà in discarica. Dunque, le PMI in Italia sono la transizione energetica dunque non è che hanno un ruolo sono proprio loro la transizione energetica". Serve guardare al domani curando quello che accade oggi. Pitea dice: "Io non penso che non ci sia la volontà politica di rinnovare questo questo parco fotovoltaico, questa energia che stiamo producendo, anche perché abbiamo degli degli obiettivi molto importanti, molto ambiziosi da parte della comunità europea. Ma anche perché senza quello prima o poi, insomma abbiamo visto quello che succede quando negli altri Paesi succede qualcosa, noi siamo sempre in mezzo e i prezzi insomma delle materie prime salgono alle stelle per cui diventiamo anche meno competitivi su tutti gli altri mercati. Dunque bisogna incontrarsi, fare dei tavoli tecnici e cominciare a capire come ci possiamo aiutare a vicenda". La gestione dell'energia è fondamentale. Alfredo Maria Becchetti, presidente del Gse - Gestore dei servizi energetici, spiega: "Il compito del Gse in questo momento è quello di favorire l'accesso alle energie rinnovabili l'accesso a un abbattimento dei costi energetici, creando anche le condizioni, perché questo abbattimento di costo unito a un mix energetico di livello nazionale produca un effetto finale che è quello dell'indipendenza energetica per il nostro Paese. Questo avrà dei riflessi non soltanto sulla piccola impresa, non solo sulla media naturalmente sulla grande impresa, ma a cascata anche principalmente sulle famiglie per combattere la povertà energetica che è il vero problema abbiamo in questo momento nel nostro Paese: cioè aiutare le imprese e le famiglie a spendere meno soldi per l'energia e a fare in modo che questa energia sia ormai utilizzata da tutti in maniera equa, perché oggettivamente l'energia è diventato un bene che non è più una questione diciamo straordinaria per le famiglie, ma è un bene di necessità primaria".