Italia

Su Raggi la guerra dell'immondizia diventa scontro Lega-5 Stelle

  • 01:52

Roma, 19 apr. (askanews) - A Roma la guerra dell'immondizia diventa un altro scontro fra Lega e Cinque Stelle. Non è indagata Virginia Raggi nell'inchiesta della Procura di Roma sull'Ama, la municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Ma fanno scalpore le intercettazioni portate in Procura dall'ex presidente di Ama Lorenzo Bagnacani, defenestrato in febbraio dalla sindaca. Bagnacani sostiene che Raggi gli avrebbe fatto pressioni per modificare il bilancio di Ama, e farlo apparire in rosso mentre è in attivo.

Dalle intercettazioni rivelate dal settimanale L'Espresso, non si capisce se questo sia vero; ma emerge l'immagine di una sindaca che sa che la raccolta della nettezza urbana è altamente inefficiente e sa anche perché:

"Io ho la città che praticamente è fuori controllo, i sindacati che fanno quel cazzo che vogliono..." dice Raggi nelle intercettazioni. "Non posso aumentare la Tari perché se i romani vedono, grazie anche a quest'opera dei sindacati, degli operai che non hanno voglia di fare... Se loro si affacciano e vedono la merda in città, in alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenete bene, ma in altre non c'è modo. Allora quando io ai romani dico sì la città è sporca però vi aumento la Tari, ma io scateno... Mettono la città a ferro e fuoco, altro che gilet gialli".

Oltre alle proteste dell'opposizione del PD, in questo clima di campagna elettorale europea anche Matteo Salvini ha di nuovo invitato Raggi alle dimissioni definendola "incapace".

Virginia Raggi si è difesa a Piazzapulita giovedì sera, affermando che secondo i suoi uffici il bilancio di Ama non era approvabile perché, ha ripetuto molte volte, "non era veritiero e corretto". E aggiunge: se il bilancio è in attivo, i dirigenti di Ama si prendono premi a pioggia, mentre la città è sporca. E a sua volta la sindaca ha accusato il ministro dell'Interno: invece di cambiarsi le felpe Salvini vada a lavorare, ha detto, se mi dà un giorno la felpa di ministro dell'Interno vado a sgomberare la sede di Casapound.

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