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Sputnik prodotto in Italia, Vincenzo Trani: "ottimista" su ok Ema

Milano, 9 mar. (askanews) - Parla Vincenzo Trani, primo italiano a farsi inoculare il vaccino anticovid Sputnik V, ma soprattutto presidente della Camera di Commercio che in questi mesi ha lavorato alacremente per portare la produzione del vaccino russo anche in Italia. E ora che il lavoro ha raggiunto il risultato e Sputnik verrà prodotto nel nostro Paese, a Nord di Milano in Brianza, dalla società "ADIENNE" (associata della CamCom), parte della multinazionale "ADIENNE Pharma&Biotech", da luglio 2021, Trani può dirsi soddisfatto:

"Senza dubbio è stato molto difficile organizzare questo accordo", afferma. "In primis c'è da dire che il mondo dell'industria dei vaccini in Italia ha subito una fortissima contrazione negli ultimi 15 anni, perché i vaccini sono diventati sempre meno interessanti dal punto di vista del business e sempre meno redditizi, di conseguenza le aziende hanno ridotto l'infrastruttura. Oltre a ciò c'è da dire che chiaramente, se in un settore non si investe, è chiaro che con difficoltà si sviluppa. Quindi le potenziali controparti che abbiamo trovato facendo un'attività di scouting in Italia, sono state veramente poche.

"Noi siamo riusciti a introdurre al fondo sovrano russo solamente tre controparti di cui una sola è poi andata avanti: ADIENNE Srl. Siamo partiti dal mese di novembre a lavorare in modo molto attivo e costante, in questa direzione, d'altra parte facevamo il nostro lavoro perché la Camera di Commercio italo-russa ha come scopo quello di cercare opportunità a cavallo dei due Paesi e offrirle alle aziende italiane e russe. Quindi lavoravamo e abbiamo lavorato in quella che è la nostra area target".

Trani dichiara poi che ha apprezzato la logica del fondo sovrano russo. "Si trattava - dice - non di una esportazione di vaccini in Italia, ma di una produzione di vaccini in Italia, fatti con la Russia. Quindi andavamo secondo la stessa direzione del Made with Russia. Così come ormai da anni portiamo avanti la logica del Made with Italy".

Entro fine anno si prevede di realizzare presso lo stabilimento di Caponago (Mb) 10 milioni di dosi. Insomma, qualcosa che nel caso di un ok da parte dell'Ema, farebbe bene non soltanto alla salute italiana, ma anche al business.

"Lo Sputnik rappresenta un eccellente esempio di collaborazione tra il know how russo e la manifattura e le tecnologie italiane. ADIENNE Srl è un esempio eccellente di industria del settore. È una media azienda che è specializzatissima nella lavorazione del monoclonale e dei vaccini. E ha tutte le infrastrutture necessarie e le attrezzature necessarie per partire velocemente. Ha i suoi bioreattori che servono proprio alla produzione di questo vaccino e chiaramente ha tutta quella che è la tecnologia e il know how necessario a produrre.

"La Russia dall altro lato mette a disposizione il brevetto e avvia quello che è il trasferimento di tecnologia, per avviare quella che è la produzione. Quindi sì, è stato molto difficile ma è stato secondo me importantissimo non solo per risolvere quelle che sono le problematiche legate alla salute pubblica, ma anche per avviare di nuovo l'industria produttiva italiana e il business italiano dopo questo anno molto complesso".

Il fatto che verrà prodotto in Italia, darà a Sputnik V una marcia in più, come vaccino?

"Io credo che Sputnik - risponde ad askanews - abbia tutte le caratteristiche per essere un vaccino importante a livello internazionale in quanto ha una dimostrata efficacia, ha un costo di produzione molto basso, ha una logistica molto più semplice, deduco che quindi di per sé sia un prodotto molto valido. Non sono uno scienziato, non sono in grado di fare una analisi più approfondita rispetto a Lancet, ma credo che il fatto di avere una unità produttiva italiana, aumenti il livello di trasparenza".

Lei ritiene che l'Ema darà il consenso poi alla fine? Oppure peseranno le polemiche che sono in corso? Oppure peseranno le polemiche in corso?

"Francamente io sono presidente della Camera di Commercio italo russa, ma sono anche un imprenditore. Gli imprenditori devono per forza essere ottimisti, altrimenti non riuscirebbero a svolgere la propria professione. E sono molto ottimista anche su questo tema", conclude.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio a cura di Gualtiero Benatelli

Immagini di askanews, afp

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