Era stato progettato per riprodurre il giglio fiorentino e valorizzare, con i suoi spazi aperti, un nuovo concetti di esecuzione della pena. Oggi il carcere fiorentino di Sollicciano è invece il condensato delle principali criticità del sistema penitenziario italiano, tanto che il Tribunale di Sorveglianza sta accogliendo uno dietro l’altro i reclami dei detenuti. Già in 8 casi è stato disposto il trasferimento in altra struttura. Infiltrazioni di acqua, muffa, cimici nei materassi sono i principali problemi della casa circondariale di Firenze, dove però ugualmente - a fatica- si cerca di costruire un percorso di reinserimento per i detenuti. E da una parte all’altra dell’emiciclo, al di là delle grate, i detenuti si scambiano “panneggi d’amore”. Il diritto all’affettività è una delle ultime questioni con cui l’amministrazione penitenziaria è chiamata a confrontarsi, dopo le pronunce della Corte costituzionale, della Cassazione e dopo - da ultimo - due sentenze di altrettanti Tribunali di Sorveglianza che ordinano agli istituti di trovare spazi adeguati per incontri intimi senza controlliVai alla serie completa:
Viaggio nelle carceri italiane