Italia

Solidarietà e coronavirus: Sant'Egidio non chiude le sue porte

Roma, 19 mar. (askanews) - Mentre tutto è chiuso per l'emergenza coronavirus, la solidarietà non si ferma. E anzi, si intensifica. Ne è una prova l'attività della Comunità di Sant'Egidio che, in questo periodo particolarmente duro soprattutto per anziani e senza fissa dimora, è ancor più viva e presente. In tutta Italia.

Spesa per gli anziani costretti a casa, mense per i poveri che continuano a svolgere regolarmente il loro servizio, assistenza ai poveri. E l'attività di volontariato diventa un prezioso servizio, svolto soprattutto dai più giovani (ma non solo), a favore di chi resta a casa.

Tre dunque i filoni di attività di quella che viene soprannominata la piccola Onu di Trastevere: assistenza agli ultra 75enni, con spesa a domicilio, telefonate e messaggi audio; distribuzione di pasti ai clochard nelle stazioni; attività di mensa, nel rispetto della distanza richiesta e con tutte le precauzioni stabilite dal protocollo. In tutta Italia un servizio che coinvolge 20mila volontari per oltre 40mila persone seguite.

Massimiliano Signifredi è volontario della Comunità di Sant'Egidio. Si occupa in particolare delle cene itineranti per i senza dimora. "In questi giorni di emergenza la Comunità di Sant'Egidio è vicina a tanti poveri suoi amici, amici di sempre. Sono giorni particolarmente duri per chi vive in strada, perché non ha casa e non sa come proteggersi dal contagio. E nelle città che si svuotano, con bar e ristoranti chiusi, si rischia di non trovare l'aiuto necessario. Sant'Egidio non ha chiuso, anzi le nostre mense sono aperte, con meno persone nelle sale e scaglionati. Sono aperti i centri di distribuzione e di accoglienza notturna per i senza dimora, e continuiamo a distribuire la cena per strada. Ma siamo vicini anche a tanti anziani, con la spesa a chi è a casa, con telefonate, lettere, per gli anziani in istituti. È il momento della solidarietà, perché ci si salva solo insieme".

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