Italia
Sardegna, il futuro della Onlus Effetto Palla per gli animali di nessuno
Oristano, 4 ago. (askanews) - Una volpe, un incendio, un bosco distrutto, un gruppo di veterinari. La storia vera della volpe Metà, salvata dal rogo che 5 anni fa distrusse il Montiferru in Sardegna, rivive ne "L'incendio del bosco grande", un'opera che è approdata proprio a Oristano, dove si trova la clinica che ospita ancora la volpicina: con la musica e la direzione di Lorenzo Subrizi, la voce narrante di Maria Alice Tagliavini, gli scenic video di Fabio Bozzetto e i complessi della Fondazione Fossano Musica coadiuvati dalla Nuova Orchestra della Sardegna. Nell'anfiteatro estivo sul mare, sul sito archeologico di Tharros, a introdurre la serata nel quadro del festival estivo della Fondazione Mont'e Prama è giunta Licia Colò. Monica Pais, chirurga della Clinica Veterinaria Duemari, è l'autrice di un libro su Metà e poi del libretto dell'opera: "Il fatto che L'incendio del bosco grande venga rappresentato qui, a Tharros" dice, "che torni a casa poi alla fine è un'emozione grandissima. È un periodo un po' così perché abbiamo perso il nostro talismano..." Il talismano era Palla, la cagnetta simil pitbull salvata dalla strada, diventata una star del web sui canali social della clinica Duemari, nel suo nome ormai dieci anni fa è nata la Onlus Effetto Palla per gli animali di nessuno, anche quelli bruciati del Montiferru: dieci anni di aiuti e progetti in tutta Italia e anche all'estero. Adesso Palla, adottata da Monica Pais, non c'è più; se ne è andata in giugno. Com'è il futuro della onlus? "Consolidare i nostri progetti, tra questi anche tutto quello che Palla si è portata appresso, la musica, l'arte: continuare a farli crescere" risponde Pais. Torniamo alla storia della volpe Metà; paraplegica ma sopravvissuta al rogo, mentre migliaia di altri animali come in ogni incendio, spesso doloso, non ce l'hanno fatta. Che cosa significa tutelare la fauna della Sardegna e in genere la fauna selvatica? "Beh il territorio è molto delicato perché viviamo su un'isola con pochissimi abitanti, le campagne e le montagne ancor di più sono spopolate" dice la veterinaria. "Sono stati abbandonati. Quindi il Montiferru come tutti i nostri boschi è bruciato come un fiammifero perché i pascolativi non sono più pascolati, il sottobosco non è più pulito; a queste temperature alle nostre latitudini rende impossibile qualsiasi prevenzione".