Italia

Roma, la comunità iraniana protesta davanti all'ambasciata: "Governo italiano si esprima contro il regime"

(LaPresse) “Viva lo Shah, viva Reza Pahlavi”. La comunità iraniana si è presentata giovedì mattina davanti l’ambasciata iraniana a Roma per protestare contro la sanguinosa repressione messa in atto dal regime dell’Ayatollah Khamenei. Una repressione che conta ad oggi circa 12mila morti, anche se si teme siano molti di più. “Chiediamo che il governo italiano prenda posizione su questa strage - urla ai microfono l'attivista iraniana Pegah Tashakkori - Francia, Germania e molti altri Paesi l’hanno già fatto, l’Italia ancora tace”. “Vogliamo il ritorno dello shah, Reza Pahlavi - ci spiega un ragazzo che non vuole essere nominato ne ripreso - Khamenei è un assassino e noi dobbiamo essere la voce nel mondo dei nostri connazionali che stanno morendo nelle strade”. Riguardo il sostegno americano alla rivolta, tutti sono sostanzialmente d’accordo perchè “peggio di così non può andare”. “Non è la prima volta che ci rivoltiamo ma questa volta sarà diverso - spera Tashakkori - Nelle precedenti occasioni a scendere in piazza erano pezzi di società. Una volta la cultura, una volta le donne al grido di 'Terra, vita, libertà'. Oggi però a protestare ci sono tutte le generazioni e le classi economiche. La vera novità è la presenza degli ambulanti dei Bazar. Sono sempre stati in silenzio e il regime pensava fossero dalla loro parte. Questa volta sono scesi in piazza con noi”.
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