Italia
Roma, 120 anni del Tempio Maggiore. Fadlun: "Fieri di essere italiani ed ebrei"
(LaPresse) "La vicinanza del presidente, oggi di nuovo, è per noi fonte di grande importanza, perché ci fa sentire solidarietà e chiarezza della nostra nazione. Siamo fieri di essere italiani e di essere ebrei, in un momento in cui antisemitismo e antisionismo si fondono. Perché l'antisionismo è questo, una forma di antisemitismo. La presenza del presidente ci rafforza nella nostra fede e nella certezza della nostra democrazia", lo ha detto Victor Fadlun, presidente della comunità ebraica di Roma, a margine delle celebrazioni per i 120 anni del Tempio Maggiore alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In merito a quanto sta accadendo in Medio Oriente, Fadlun risponde:
"Oggi purtroppo si parla addirittura in termini di ipotetico genocidio, ma sono termini che respingiamo e che sono fuori luogo. Il genocidio è quello che cercarono di compire i nazisti. La definizione di genocidio fu fatta dopo il nazismo, nelle conferenze in cui si cercava di capire cosa fosse il crimine commesso. Oggi Isarele sta combattendo una guerra di sopravvivenza contro l'Iran e i proxy, che hanno come dichiarato intento la distruzione dello stato di Israele e il martirio di tutti gli ebrei. Quindi è una guerra di resistenza, in cui dovrebbe essere unito tutto l'occidente, di cui Israele è il baluardo nel mondo orientale".
Infine, anche un commento per i 100 ostaggi ancora nelle mani di Hamas dopo il 7 ottobre:
"Questi 100 ostaggi sono rinchiusi in zone terribili perché sono ebrei. Questo è chiaramente antisemitismo puro e razzismo", conclude.