Viaggio nelle carceri / 11

Rems, tra lunghe liste d’attesa e pericoli. Il Governo lavora a 300 nuovi posti

di Raffaella Calandra

Né ospedale né carcere, ma un po’ tutte e due. Le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sono le strutture che da dieci anni hanno sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari. Qui sono internati coloro i quali hanno compiuto reati – anche molto gravi – ma in quanto malati psichiatrici sono giudicati in tutto o in parte incapaci di intendere e volere. 32 in Italia, per 630 posti ma erano di più (664) le persone a fine 2024 in attesa di un posto. I cosiddetti “liberi in attesa”, che nel frattempo sono in carcere impropriamente – 26 – o fuori, con qualche prescrizione del Tribunale, ma anche con potenziali rischi per sé e per gli altri. C’è chi ha contato 14 vittime, in dieci anni, da parte di persone in attesa di essere internate.
E dopo tre anni dal monito della Corte costituzionale, i tecnici del Ministero della Salute e della Giustizia lavorano a 300 nuovi posti. Tra i nodi da sciogliere, la vigilanza e l’impatto economico. Siamo stati nelle due Rems di Subiaco, in provincia di Roma.
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