Le storie
Regionalismo differenziato: come funziona oggi e che cosa chiedono le Regioni?
Sin dalla Costituzione della Repubblica nel 1948 il tema del ruolo delle Regioni è stato oggetto di dibattito, ma il primo vero potere risale al primo voto per i consigli regionali svoltosi per 15 Regioni il 7 giugno del 1970, che raccolse, solo in Lombardia più di 5milioni e 200 mila voti, nel Lazio 2milioni e 700mila. Erano gli anni in Italia della Democrazia Cristiana che in Lombardia quasi doppiò il secondo partito con circa il 41% dei voti, ben 2milioni e 138 mila, contro il milione e 210 mila del Partito comunista italiano, che rappresentava il 23% dei consensi, seguito a distanza dal partito socialista con il 12,4% degli elettori e circa 649 mila voti, fotografia analoga nel Lazio, dove la DC prese il 33% dei voti, il PC il 26,46, mentre come terzo partito si affermò il Movimento Sociale italiano con poco più del 10% dei voti. Un percorso, quello delle Regioni, caratterizzato sin dalle origini della Costituzione, e nel caso della Sicilia prima ancora, da riconoscimenti di autonomia e da richieste di maggior potere delle regioni ordinarie che negli anni hanno accompagnato la storia del Paese. Richieste che ancora oggi, alla vigilia del nuovo voto in Lombardia e nel Lazio animano il dibattito politico. Il docu del Sole 24, con l'intervento del professor Federico Furlan, docente di Diritto Regionale all'università degli studi di Milano Bicocca e il commento di Alberto Orioli, vicedirettore del Sole 24 Ore.